Mentre si discute dell’utilità o dell’inutilità delle mascherine, di shopping e di settimane bianche, di chiusure e aperture, il Covid 19 continua a mietere vittime. È di poche ore fa la notizia della scomparsa di Tony Zermo, storica firma del quotidiano LA SICILIA, deceduto nell’ospedale dove era stato ricoverato perché positivo al virus. Se ne è andato all’età ottantanove anni, onorando fino alla fine la sua passione per il giornalismo e regalando alle pagine del Quotidiano nel quale era entrato giovanissimo i suoi inconfondibili “pezzi” di storia e di costume. Da inviato speciale, ha seguito tutti i grandi avvenimenti siciliani, italiani e internazionali degli ultimi cinquant’anni: dal Disastro della diga del Vajont al Terremoto del Belice, dal Terremoto in Friuli del 1976 a quello dell’Irpinia nel 1980, dagli Anni di piombo alle Brigate Rosse, dal Sequestro dell’on. Moro al Maxi processo, dalla Strage di Capaci a quella di via D’Amelio, dal caso di Michele Sindona a quello di Roberto Calvi, dalla Guerra nel Golfo nel 1991 alla Guerra civile nella ex Jugoslavia. Presente a ben cinque mondiali di calcio – Inghilterra (1966), Spagna (1982), Italia (1990), Usa (1994), Francia (1998) – si è occupato anche di temi culturali e sociali. Da innamorato della Sicilia si è impegnato nella battaglia per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina, vedendo in tale opera l’occasione per cambiare il volto della Sicilia.
Mentre salutiamo la dipartita di un’altra storica firma del giornalismo catanese, al quotidiano LA SICILIA e ai familiari le condoglianze del Gruppo RMB e della nostra Redazione.